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Editoriale

Le curiosità della nostra Testata Giornalistica

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Da una curiosa pubblicazione, vista su Facebook nella pagina “Siamo Angeli”, che parla di un famoso quadro che appartiene al passato ma che si può definire di tutti i tempi, visto che pare sia presente in quasi tutte le case, l’abbiamo voluto riproporla anche attraverso la nostra testa giornalistica:

“LA VERA STORIA DI QUESTO QUADRO

Chi di voi non ha mai visto questo quadro? È famosissimo e si trova in quasi tutte le case. È la "Madonnina" più riprodotta di tutti i tempi.

Voglio raccontarvi la sua origine:

In realtà, il quadro ritrae una fanciulla di undici anni, Angela Cian, con il fratellino più piccolo Giovanni in braccio.

Il pittore Roberto Ferruzzi (Dalmazia 1853 - Luvigliano, Colli Euganei, 1934) era figlio di un noto avvocato, e, dopo gli studi classici, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova.

Un giorno vide una ragazzina, Angelina Cian, seconda di quindici figli, che teneva in braccio il fratellino Giovanni addormentato.

L'immagine dei fratellini colpì il pittore per la sua tenera dolcezza, e la riprodusse in un dipinto che intitolò ‘Maternità’.

Il dipinto fu esposto alla Biennale di Venezia nel 1897 e venne premiato; il successo popolare suggerì un cambiò di titolo in ‘Madonnina’.

Il quadro fu acquistato per tremila lire, cifra astronomica per l’epoca, e più volte rivenduto.

Infine fu acquistato dai fratelli Alinari, noti fotografi di Firenze che lo misero in esposizione nei loro studi.

Fu ancora rivenduto, ma i fratelli Alinari si riservarono i diritti di riproduzione.

Durante la Seconda Guerra mondiale, l'ambasciatore americano in Francia, John G.A. Leishman, acquistò il quadro, ma durante il viaggio verso gli Stati Uniti la nave venne silurata e la bella Madonnina finì in fondo al mare.

Alcuni sostengono che non sia perduta, ma in una collezione privata in Pennsylvania.

La ragazza del ritratto, Angelina, che ispirò la Madonnina, si era nel frattempo trasferita a Venezia.

Si sposò e seguì, nel 1906, il marito in California, a Oakland. Ebbe dieci figli, ma la sua felicità svanì per l’improvvisa morte del marito; vedova, non fu in grado di affrontare le avversità della vita; i suoi figli furono ospitati in orfanatrofio e lei, in preda alla disperazione, fu internata in manicomio. Morì nel 1972.

Autore sconosciuto”





Questo è un editoriale pubblicato il 23-05-2024 alle 20:30 sul giornale del 24 maggio 2024 - 4 letture